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rendiconto finanziario


Le operazioni di gestione, nel loro susseguirsi, determinano movimenti di moneta. Queste operazioni sono registrate nel sistema contabile aziendale e rappresentate in bilancio attraverso i documenti di Stato Patrimoniale e di Conto Economico.

Il primo evidenzia la composizione e la consistenza del capitale alla data di chiusura del bilancio contapponendo gli impieghi (investimenti o attività) alle fonti (finaiziamenti o passività). Il Conto Economico, invece, evidenzia il reddito che la gestione è stata in grado di produrre, come differenza tra i ricavi conseguiti e i costi sostenuti nell'anno di riferimento.

Ma questi due documenti non forniscono informazioni circa le modifiche che la gestione ha determinato alle consistenze monetarie dell'azienda.

Questa informazione si può invece ottenere con la costruzione del rendiconto finanziario. Si tratta, dunque, di individuare le operazioni di gestione che hanno prodotto entrate o uscite di moneta. Una volta scelta la risorsa finanziaria di riferimento, attraverso l'analisi dei flussi si cerca di evidenziare quali operazioni di gesione hanno comportato in un certo intervallo di tempo:

  1. riduzioni della risorsa finanziaria, ossia gli impieghi della riosrsa stessa;
  2. incrementi della risorsa finanziaria, ossia le fonti della risorsa.

Per capire meglio questa logica di costruzione del rendiconto finanziario possiamo utilizzare una metafora «idraulica». Pensiamo ad una vasca. La vasca contenga acqua.

L’acqua viene continuamente prelevata dalla vasca ed anche versata nella vasca. Viene misurata la quantità di acqua presente nella vasca all’inizio di un determinato periodo di tempo, ad esempio all’inizio dell’anno. Alla fine del perido prescelto, viene misurata, infine, la quantità di liquido presente nella vasca, ad esempio alla fine dell'anno. Il confronto delle due misure evidenzia una variazione nella consistenza del liquido, che può, ad esempio, essere una variazione diminutiva.

La variazione della consistenza del liquido presente nella vasca sarà dovuta a:

  1. versamenti di liquido nella vasca;
  2. prelevamenti di liquido dalla vasca.

A questo punto, il problema consiste nell'individuare e quantificare i singoli versamenti ed i singoli prelevamenti che hanno determinato la variazione del livello della vasca.

Abbandonando la metafora, possiamo affermare che:

  1. l liquido è la risorsa finanziaria che vogliamo analizzare;
  2. i versamenti e i prelevamenti di liquido sono le varie operazioni di gestione che, nel loro susseguirsi, hanno fatto aumentare o diminuire la quantità di livello della risorsa finanziaria.

In ogni caso si parla di aggregati che esprimono risorse finanziarie molto importanti per la «solvibilità» dell’impresa. Fra le varie risorse, tuttavia, quella che appare fondamentale per la solvibilità nel breve termine è sicuramente la «cassa». Essa, con le sue variazioni, riflette immediatamente i movimenti di denaro contante che si verificano nell’impresa.

In questa direzione, si muove anche lo IASB. Nello IAS n.7 si afferma, infatti, che: «Per quanto le imprese possano differire nella loro gestione caratteristica, esse hanno bisogno di disponibilità liquide sostanzialmente per gli stessi motivi. Esse hanno bisogno di disponibilità liquide per condurre le loro operazioni, per onorare i loro impegni e per produrre utili per gli investitori».

Parole pesanti, quelle dell’ormai autorevolissimo IASB, il quale è fermamente convinto che ogni investitore, per prendere decisioni economiche razionali e convenienti, deve conoscere la «capacità di un’impresa di produrre disponibilità liquide o equivalenti e i tempi ed il grado di certezza della loro generazione».

Il primo aspetto da evidenziare è quello relativo alla non univocità dell'espressione “risorsa finanziaria” e la conseguente non univocità della natura dei flussi finanziari ad essa ricollegabili.

In altri termini, mentre il conto economico e lo stato patrimoniale somno documenti attraverso i quali si perviene a determinare, per il primo, il risultato economico di periodo e, per il secondo, il capitale di funzionamento esistente al termine del periodo stesso, per il remdiconto finanziario è possibile costruirne una pluralità in funzione della “risorsa finanziaria”presa come fondo di riferimento.

L'oggetto di studio del rendiconto finanziario è il flusso di cassa della gestione, che si ottiene facendo la differenza tra il saldo liquido iniziale dell'esercizio e il saldo liquido finale dello stesso.

Il rendiconto finanziario non serve ad inviduare la liquidità complessiva generata o assorbita nel corso di un esercizio, in quanto quest'ultima è facilmente calcolabile facendo la differenza tra il saldo delle disponibilità liquide (cassa e banche) in due esercizi consecutivi.

A titolo di esempio, come indicato nella tabella sottostante, se al 31 dicembre dell'anno N il valore del saldo liquido è di 2000 euro e al 31 dicembre dell'anno precedente era di 1400 euro, è intuitivo calcolare come la variazione del saldo liquido sia stata di + 600 euro.

Disponibilità liquide anno N-1 Disponibilità liquide anno N Saldo di cassa
1400 euro 2000 euro + 600 euro

Questa differenza esprime automaticamente il valore della liquidità generata al termine dell'esercizio N rispetto allo stesso periodo dell'esercizio N-1.

concetto di flusso finanziario e rendiconto finanziario

Ma limitandosi solo a fare questa semplice differenza non si riuscirebbe a capire con quale modalità è avvenuta la variazione del saldo liquido e non si riuscirebbe a comprendere il contributo che ciascuna area della gestione aziendale ha fornito per far aumentare (come nel caso dell'esempio) o a far ridurre i flussi finanziari.

A colmare la lacuna di non poter comprendere dalla semplice variazione del saldo liquido le cause che ne hanno determinato l'incremento o la sua diminuzione, interviene il rendiconto finanziario, che serve invece ad evidenziare le modalità con cui si è arrivati a tale variazione.

Il flusso di cassa è dunque la grandezza che evidenzia il risultato della gestione relativamente alla liquidità. I conti che rientrano nel calcolo del saldo liquido preso in considerazione nel rendiconto finanziario sono:

  1. Stato patrimoniale attivo: denaro in cassa, banche c/c attivi, posta c/c attivi;
  2. Stato patrimoniale passivo: banche c/c passivi, debiti bancari per anticipi sbf e fatture;

Nel calcolo del saldo liquido devono essere inseriti i debiti bancari che abbiano natura di finanziamento, comprende anche depositi bancari e postali, assegni, ndenari e valori in cassa espressi anche in valuta estera.

Da un punto di vista tecnico il rendiconto finanziario esprime la riconciliazione tra il risultato economico e quello finanziario; questo significa che è necessario enucleare le scritture contabili che hanno interessato l'utile ma non la liquidità.

Il rendiconto finanziario dei flussi di cassa studia i valori di flusso, è un documento contabile dinamico della situazione aziendale, perchè consente al suo lettore di capire i motivi per cui dalla situazione del periodo N i dati aziendali sono diventati quelli alla situazione al periodo N+1.Nello specifico, il rendiconto finanziario dei flussi di cassa evidenzia i flussi che hanno fatto modificate il saldo liquido al momento N ai valori del momento N+1.











Caratteristiche
Il rendiconto finanziario è l'unico documento contabile che consente di illustrare concisamente, chiaramente, concretamente e tecnicamente la dinamica della liquidità in azienda.
Conciso Il rendiconto finanziario, a differenza del bilancio, sta anche in una pagina e si redige più rapidamente dello stesso bilancio tradizionale.  
Chiaro Evidenzia per ogni area di gestione aziendale il contributo alla liquidità apportato da ciascuna di esse alla sua formazione:
• area economica operativa;
• area investimenti;
• area finanziamenti.
 
Concreto Esso possiede un innegabile requisito di concretezza in quanto è destinato a studiare la liquidità aziendale su cui l'imprenditore pone maggioramente la propria attenzione. Da un punto di vista contabile, infatti, è innegabile che la liquidità è l'unico dato contabile che non può essere alterato da politiche di bilancio degli amministratori.
Tecnico Esso è un documento contabile espressamente previsto dalle Organizzazioni che presiedono ai principi contabili e se predisposto secondo i principi di questa tecnica è di fatto incontestabile. Inoltre, è un documento riconosciuto e utilizzato frequentemente anche a livello internazionale.  

Fonti:

Ratio Soluzioni per la gestione d'impresa n. 4/2014
Centro Studi Castelli

IL FLUSSO DI CASSA DELLA GESTIONE OPERATIVA CORRENTE
Corso di analisi di bilancio di Francesco Giunta e Fabio Ciaponi