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La normativa


Rendiconto finanziario


La normativa di riferimento per il rendiconto finanziario è costituita dai seguenti elementi:

check Articolo 2427 Codice civile (descrizione della nota integrativa),

check OIC 12 (fino al mese di agosto 2014);

check IAS 1 che aveva previsto tra i documenti obbligatori che compongono il bilancio anche il rendiconto finanziario;

check IAS 7 (il rendiconto finanziario);

check OIC 10 (dal mese di agosto 2014);

check Decreto legislativo n. 139 del 18 agosto 2015;

L'articolo 2427 del Codice civile prevede che la nota integrativa deve indicare al punto 2) i movimenti delle immobilizzazioni, specificando per ciascuna voce il costo, le precedenti rivalutazioni, gli ammortamenti e le svalutazioni, le acquisizioni, gli spostamenti da una ad altra voce, le alienazioni avvenuti nell'esercizio, le rivalutazioni, gli ammortamenti e le svalutazioni effettuati nell'esercizio nonchè l'indicazione del totale delle rivalutazioni riguardanti le immobilizzazioni esistenti alla chiusura dell'esercizio.

Lo stesso articolo 2427 del Codice civile prevede inoltre l'indicazione in nota integrativa delle variazioni intervenute nella consistenza delle altre voci dell'attivo e del passivo, in particolare per le voci del patrimonio netto, per i fondi e per il trattamento di fine rapporto, la formazione e le utilizzazioni (comma 4);

Il principio contabile n. 12 OIC aveva evidenziato la finalità del rendiconto finanziario, illustrando i concetti di risorse finanziarie ai fini del rendiconto finanziario e di disponibilità liquide e CCN. Ne aveva previsto forma e contenuto, suddividendo il rendiconto finanziario in due schemi: quello in termini di variazioni di capitale e di circolante netto e quello in termini di liquidità.

Lo IAS n. 7 rende obbligatoria la redazione del rendiconto finanziario per le imprese che devono rispettare i principi contabili internazionale per la redazione del bilancio suggerendo uno schema di rendiconto finanziario con la distinzione delle aree da cui si generano o si assorbono risorse finanziarie.

Secondo lo IAS 7 le aree in questione sono:

  1. ORDINARIA (che originano i flussi dell'attività ordinaria dell'azienda);
  2. FINANZIARIA (che originano i flussi dell'attività finanziaria);
  3. INVESTIMENTO (che originano i flussi dell'attività degli investimenti);

In base agli schemi suggeriti nello IAS 7, per la determinazione dei flussi finanziari riconducibili all'attività ordinaria o operativa è possibile utilizzare:

  1. METODO DIRETTO, in cui si indicano gli incassi e i pagamenti correlati alla gestione operativa;
  2. METODO INDIRETTO, in cui, partendo dall'utile di esercizio, con una serie di rettifiche si depurano depurare i flussi dell'attività operativa da tutti gli altri flussi prodotti o dall'attività finanziaria e/o di investimento.

Il principio contabile n. 10 OIC, pubblicato nel mese di agosto 2014) viene previsto dall'OIC in quanto:

  1. l'articolo 2423 del Codice civile statuisce al secondo comma che il bilancio deve essere redatto con chiarezza e che deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell'esercizio.
  2. il principio contabile n. 12 OIC non prevedeva l'obbligatorietà della predisposizione del rendiconto finanziario, rappresentando anche i flussi di CCN non utilizzati in realtà dalla prassi,

Il pricipio contabile n. 10 OIC, pubblicato nel mese di agosto 2014, propone i seguenti aspetti:

  1. Focalizzazione dei flussi di cassa;
  2. Distinzione dei flussi finanziari per aree: reddituale, finanziaria e degli investimenti;
  3. Finalità del rendiconto finanziario;
  4. Obbligatorietà per le società che redigono i bilanci seguendo il principio della chiarezza (articolo 2423 del Codice civile, secondo comma).
  5. Forma di rappresentazione di tipo scalare, con possibilità di raggruppamenti o divisioni di gruppi di flussi finanziari a vantaggio della chiarezza;
  6. Divieto di compensazioni tra i flussi finanziari;
  7. Importanza della comparabilità con gli esercizi precedenti.

Il Decreto legilsativo n. 139 del 18 agosto 2015 ha inserito dopo l'articolo 2425-bis l'articolo 2425-ter (Rendiconto finanziario) in cui si dispone che dal rendiconto finanziario devono risultare, per l'esercizio a cui è riferito il bilancio e per quello precedente, l'ammontare e la composizione delle disponibilità liquide, all'inizio e alla fine dell'esercizio, ed i flussi finanziari dell'esercizio stesso derivanti dall'attività operativa, da quella di investimento, da quella di finanziamento, ivi comprese, con autonoma indicazione, le operazioni con i soci.

Le disposizioni normative del Codice civile, se hanno previsto con l'articolo 2425-ter l'obbligatorietà del rendiconto finanziario come documento contabile del bilancio di esercizio, hanno previsto alcune esclusioni, più esattamente l'articolo 2435-ter (Bilancio delle micro-imprese) che esclude le micro-imprese e le società che redigono il bilancio in forma abbreviata dalla redazione del rendiconto finanziario.

In particolare sono considerate micro-prese le società che nel primo esercizio o successivamente, per due esercizi consecutivi, non superano due dei seguenti limiti:

  1. totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 175.000 euro;
  2. ricavi delle vendite e delle prestazioni: 350.000 euro;
  3. dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 5 unità.

Per le società che possono redigere il bilancio in forma abbreviata i parametri sono:

  • totale attivo patrimoniale: 4.400.000 euro;
  • ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8.800.000 euro;
  • numero dei dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 50 unità.

Fonti:

Dott. Nicola Lucido, ricercatore area aziendale Fondazione Nazionale dei Commercialisti