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Cash is king


Rendiconto finanziario


Come noto, l'articolo 2425-ter del Codice civile, introdotto dal Decreto legislativo n. 139 del 18 agosto 2015, ha disposto l'obbligo di predisporre, con decorrenza dal 2016 per molte tipologie di società, il Rendiconto Finanziario come documento contabile da allegare al bilancio assieme allo Stato Patrimoniale, al Conto Economico e alla Nota Integrativa.

In considerazione di queste importanti novità è indispensabile chiarire i criteri e gli strumenti per una lettura dei flussi monetari. Attraverso la redazione del Rendiconto Finanziario possono essere evidenziate le gestioni aziendali che hanno prodotto una diminuzione della risorsa finanziaria e quali al contrario hanno generato un incremento.

Se esaminiamo la struttura generale del Rendiconto Finanziario, possiamo individuare nella gestione operativa il motore dei flussi monetari. Infatti, se da un punto di vista economico spetta alla gestione operativa corrente produrre reddito, così da un punto di vista finanziario è da questa area di gestione che devono scaturire le disponibilità di mezzi monetari da utilizzare per far fronte ai diversi impegni di pagamento che provengono dalle altre aree della gestione aziendale, come ad esempio quella degli investimenti e quella finanziaria passiva.

Una corretta individuazione della struttura del Rendiconto è la condizione indispensabile per una sua analisi approfondita. Se andiamo ad esaminare i margini monetari, quali ad esempio il flusso di cassa operativo e il flusso di cassa al servizio del debito, esaminati nella loro sequenza, possiamo valutare le condizioni di equilibrio finanziario o meno della gestione.

Il lettore del Rendiconto finanziario può anche individuare ulteriori e validi elementi di giudizio costruendo con i dati di questo documento, opportunamente integrati anche con altre grandezze, specifici indicatori di liquidità. Gli indici elaborati con dati che si basano sui flussi di cassa, oltre ad esprimere misure fondamentali per la comprensione della dinamica finanziaria aziendale, presentano, rispetto ai tradizionali indici costruiti con dati economici, un livello decisamente maggiore di oggettività.

Per queste ragioni molti analisti al motto “cash is king” valutano le aziende rispetto alla loro capacità di generare o meno risorse finanziarie: se una società genera costantemente moneta, questa sarà in grado di aumentare il suo dividendo, ridurre la propria esposizione debitoria, o effettuare nuovi investimenti.

Il motto “cash is king” riflette dunque per gli investitori istituzionali, le banche d'affari e gli analisti finanziari la modalità con la quale si giudicano le imprese valutando soprattutto la loro capacità di generare flussi di cassa positivi.

Luca Cinti scrive che:

CASH IS KING

Nello IAS n. 7 si afferma che:

“Per quanto le imprese possano differire nella loro gestione caratteristica, esse hanno bisogno di disponibilità liquide per condurre le loro operazioni, per onorare i loro impegni e per produrre utili per i loro investitori”

Lo IASB è fermamente convinto che ogni investitore, per prendere decisioni economiche razionali e convincenti, deve conoscere:

“la capacità di un'impresa di produrre disponibilità liquide o equivalenti e i tempi ed il grado di certezza della loro generazione”

In questa ottica diventa fondamentale mettere a punto criteri e strumenti per una lettura “cash flow based” delle operazioni di gestione svolte dall'impresa. In concreto, i problemi da affrontare sono due:

  1. definire un modello chiaro e rigoroso di rendiconto finanziario;
  2. elaborare criteri e strumenti per interpretare i dati che emergono dal rendiconto.

Lo scopo del rendiconto finanziario è quello di analizzare tutti i flussi di cassa (cash flows) che sono stati generati dalle attività aziendali (operativa, di investimento, finanziaria) in un determinato arco di tempo.

Attraverso il rendiconto finanziario sarà possibile stabilire la capacità finanziaria dell'impresa, anche in fase prospettica (budget) con riferimento a:

  • al pagamento degli interessi passivi;
  • al rimborso dei finanziamenti;
  • al pagamento dei dividendi;
  • alla copertura degli investimenti in essere;
  • al pagamento delle imposte;
  • alla programmazione di nuovi investimenti.

Fonti:

Alberto Tron OIC 10 Rendiconto finanziario